Il leasing immobiliare: cos'è e quali sono le differenze dal rent to buy - Domus Aurea

28 novembre 2017 Nessun commento

Il leasing immobiliare: cos’è e quali sono le differenze dal rent to buy


 

Magari qualcuno lo conosce già, in tal caso avremo fatto un ripasso che di sicuro non fa male. Parliamo del leasing immobiliare.

Per dare un’ulteriore scossa al mercato immobiliare, la legge di stabilità del 2016 ha attivato questo strumento finanziario, ampliandolo anche alle persone fisiche – esisteva già, ma solo per le persone giuridiche.

Il leasing immobiliare presenta delle procedure più snelle e diventa una valida alternativa per chi vuole acquistare casa, pur non avendo una disponibilità economica immediata. Ma cos’è il leasing immobiliare?

Le caratteristiche del leasing immobiliare, i vantaggi e gli svantaggi

Funziona così: un immobile viene concesso in locazione finanziaria (solitamente da una banca) a un locatario, il quale si impegna a versare un canone mensile all’intermediario. Secondo la nuova normativa, dopo un lasso di tempo concordato tra le parti, l’utilizzatore ha di fronte a se tre opzioni:

  • richiedere il riscatto della casa;
  • procedere al prolungamento del leasing confermando o rivedendo le condizioni contrattuali;
  • rinunciare all’acquisto dell’immobile restituendo l’abitazione;

Il primo vantaggio sta nel fatto che il locatario, per il riscatto, deve sborsare una cifra complessiva inferiore in quanto acquista al prezzo di almeno 8 anni prima (durata minima del contratto di leasing immobiliare); inoltre, dalla stessa cifra vengono decurtati i canoni pagati nel corso degli anni. Un altro è dato dalla mancanza di spese per atti notarili, in quanto non si diviene subito proprietari dell’immobile e non viene concesso un finanziamento; i vantaggi fiscali, invece, sono diversi e riguardano soprattutto gli under 35.

Lo svantaggio principale, invece, risiede nella sua durata, più breve rispetto ai mutui: un contratto di leasing immobiliare ha una durata che va dai 12 ai 15 anni; il locatario deve far fronte a dei pagamenti (mensili, bimestrali o trimestrali) più elevati. Inoltre, alla sottoscrizione del contratto di leasing potrebbe essere richiesta dall’intermediario una rata iniziale variabile tra il 15 e il 30% del valore dell’immobile. Infine, l’acquirente deve tener conto di una maxi rata finale.

Differenze col rent to buy

Nel caso non sappiate di cosa si tratti, abbiamo già parlato del rent to buy qualche tempo fa, ma è giusto fare una comparazione perché le due formule sono senz’altro affini. Tuttavia esistono differenze notevoli:

  • il rent to buy riguarda ogni tipologia di immobile, mentre il leasing solo fabbricati ad uso di abitazione, anche se in fase di costruzione;
  • mentre il leasing immobiliare può aver luogo solo tra una banca e una persona fisica, il rent to buy può essere stipulato tra persone fisiche e giuridiche, indistintamente;
  • il contratto di rent to buy può essere sin dall’inizio trascritto nei registri immobiliari, tutelando l’acquirente fino al momento dell’eventuale acquisto. Questo non vale per il leasing;
  • nel contratto di rent to buy devono obbligatoriamente essere specificate le due componenti del canone di godimento, cioè la quota che funge da corrispettivo d’affitto e la quota che parte costituisce acconto del futuro eventuale prezzo di vendita. Naturalmente, questo non accade nel leasing;

 

Ecco un’altra valida alternativa all’acquisto tradizionale.

 

Redazione – Gruppo Domus Aurea

 

 

 

 


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