Acqua e architettura: una storia d'amore - Domus Aurea

22 marzo 2018 Nessun commento

Acqua e architettura: una storia d’amore


 

Ieri era la Giornata mondiale dell’acqua e navigando sul web abbiamo scoperto un libro davvero interessante, che mette in correlazione l’elemento acqua, i suoi aspetti e le riflessioni che ne derivano, e il suo rapporto con l’architettura. Il libro è Abitare l’acqua di James Taylor-Foster e raccoglie gli esempi più straordinari di architettura correlata all’acqua e viceversa. E quello che ha scatenato in noi è una riflessione profonda.

Il lavoro di Taylor-Foster  ci mostra che l’acqua e l’architettura sono perfette insieme, e sfociano in un altro fantastico elemento: il paesaggio. Che si tratti di una casa che si affaccia sul mare o che costeggia un fiume, l’effetto visivo è sempre suggestivo. Ma non è solo l’estetica ad accomunarli, e la scienza e la tecnologia lo confermano attraverso degli esempi virtuosi in tutto il mondo.

Abbiamo preso in esame due edifici molto interessanti, in due differenti parti del nord america, e che fanno dell’acqua il fondamento principale.

 

L’acqua come fondamento dell’architettura

 

Il primo è il LOTT Clean Water Alliance di Olympia, nello stato di Washington.

Realizzato dall’architetto Miller Hull, si può definire un’architettura realizzata apposta per l’acqua. E infatti è una struttura per la depurazione dei reflui che comprende inoltre un centro di studi tecnologici sull’acqua, una galleria espositiva e un’aula. L’edificio immette l’acqua depurata in un impianto idraulico alimentando così il laghetto che costeggia la struttura e irrigando i terreni e il tetto verde dell’edificio.

Il LOTT è una vera è propria perla della bioarchitettura. Oltre al fattore acqua, sono diversi gli aspetti di sostenibilità che lo contraddistinguono. Ad esempio, il legname ricavato dalla demolizione di un magazzino nei pressi del sito è stato totalmente riutilizzato. La luce naturale che riflette sull’edificio riduce notevolmente la necessità di illuminazione artificiale durante il giorno, e controllando il guadagno solare attraverso delle feritoie automatizzate sui lati sud e ovest, si risparmia sull’utilizzo di aria condizionata nei periodi caldi dell’anno.

 

 

Il secondo esempio di architettura degno di nota è il Vancouver Convention Centre West. 

Si tratta di una struttura sull’acqua di quasi 500.000 metri quadrati, ideale per congressi, aree commerciali e spazi espositivi.

Gode di specchi d’acqua per ben otto ettari; il tetto ospita 400.000 piante autoctone e 240.000 api. La struttura è rivestita di vetro strutturale, ma grazie a un sistema di pensiline ombreggianti, la luce solare può essere tenuta sotto controllo durante le stagioni più calde e redistribuita nei periodi invernali. Inoltre, anche in questo caso l’acqua utilizzata viene trattata e riutilizzata per l’irrigazione; questo sistema, assieme ad altri apparecchi di portata e riduttori di flusso, ha permesso di diminuire del 73% il consumo d’acqua potabile.

 

 

Due strutture all’avanguardia che sanno mixare perfettamente estetica, sostenibilità e tecnologia, all’insegna un unico, eterno leitmotiv: la presenza dell’acqua.

 

Redazione – Gruppo Domus Aurea

 

 

Credits:

www.architetturaecosostenibile.it

Ph. credits:

www.ssg.coop

www.archdaily.com

 

 

 


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